Una corretta, neutra informazione sessuologica è sempre di grande aiuto, sia perché fornisce al paziente informazioni chiare, scientificamente provate informazioni su come funziona il sistema eiaculatorio, sia perché ridefinisce il vissuto del problema (quasi sempre in termini meno drammatici di come il paziente stesso è abituato a considerarli).
La cosiddetta "Terapia Sessuale" si basa su una serie di esercizi pratici derivati da tecniche cognitivo-comportamentali, quali gli esercizi di Kegel (riconoscimento-addestramento della muscolatura pubo-coccigea, una sorta di ginnastica pelvica) o la tecnica dello "squeeze" o dello "stop and start", in particolare quest'ultima mirante alla focalizzazione sensoriale percettiva del riflesso eiaculatorio e, di conseguenza, all'addestramento per il suo controllo.
L'approccio farmacologico è basato al presente principalmente sui cosiddetti inibitori selettivi del reuptake della serotonina. Si tratta in concreto di una categoria di farmaci, utilizzati a scopo antidepressivo, che presentano tra gli altri, un effetto inibitorio sul riflesso eiaculatorio. Il loro utilizzo attualmente è limitato ad un effetto "tampone" della sintomatologia sessuale, consentendo al Sessuologo Medico la scelta di un trattamento appropriato. Sono attualmente in corso di sperimentazione farmaci di questo tipo, a breve durata di azione, che potrebbero essere usati come sintomatici nelle situazioni più critiche.
L'eventuale identificazione di cause organiche dovrà eventualmente essere oggetto di appropriato trattamento.
L'utilizzo di pomate anestetiche da applicare sul glande prima del rapporto sessuale, il suggerimento di portare il glande scoperto a scopo desensibilizzante o addirittura praticare la circoncisione per la stessa finalità non hanno rivelato effetti risolutivi nella nostra esperienza.