La definizione di eiaculazione precoce non è semplice e univoca, nel senso che si può utilizzare un criterio temporale (es. subito prima – la cosiddetta eiaculazione ante portas - o subito dopo l'introduzione del pene in vagina o dopo 30-60 secondi dalla penetrazione), oppure un criterio basato sul numero di spinte pelviche coitali (es. eiaculazione entro le prime 10-15 spinte).
In alternativa, si può considerare l'eiaculazione come precoce se avviene prima che il maschio lo desideri (indipendentemente dal tempo o dal numero di spinte pelviche coitali) o se avviene prima che la partner sia soddisfatta.
Il problema è quindi molto complesso e non può prescindere dall'interazione di coppia, almeno per quanto riguarda la decisione di intraprendere un iter diagnostico terapeutico. A parte le situazioni palesemente disturbanti (eiaculazione ante portas o immediatamente seguenti la penetrazione vaginali), è importante valutare se e quanto la situazione eiaculatoria rappresenta un problema nella sessualità della coppia.
Non si deve dimenticare infine che il riflesso eiaculatorio tende ad essere naturalmente rapido; basti pensare a come è organizzato negli animali, dove l'attività copulatoria è essenzialmente finalizzata ai fini procreativi; è una prerogativa pressoché esclusiva della specie umana il piacere sessuale ed il coinvolgimento della partner.
Come per le altre patologie della sessualità, l'eiaculazione precoce può riconoscere cause organiche e non organiche. Pur essendo queste ultime generalmente più frequenti, ogni potenziale causa organica deve essere esclusa. Un corretto iter diagnostico andrologico medico deve pertanto mirare innanzitutto all'esclusione di flogosi e/o infezioni del tratto urogenitale, incluse eventuali patologie subacute o croniche della prostata.
Eventuali appropriati esami clinico-strumentali (dall'esplorazione rettale ad esami colturali, ed eventuale approfondimento diagnostico per immagini) potranno essere utili nella definizione diagnostica del problema. Più rare, ma meritevoli di considerazioni possono essere cause neurologiche quali sclerosi multipla o lesioni midollari, la cui valutazione e l'eventuale approfondimento diagnostico deve essere deciso dallo specialista andrologo che valuta il paziente.
Altrettanto rare sono cause metaboliche come il diabete e disordini endocrini quali l'ipertiroidismo. Si ribadisce che ogni eventuale decisione di un approfondimento diagnostico in queste direzioni resta appannaggio dello specialista andrologo, allo scopo di evitare al paziente esami, anche caratterizzati da una relativa invasità (ad es. potenziali evocati sacrali), che possono non essere appropriati sulla base della storia clinica del paziente.